La recensione de LE PETIT RESTAURANT JAPONAIS (Piossasco-TO) | JAPADVISOR

Stasera siamo a Piossasco. Ne avete mai sentito parlare? Probabilmente no ma se dobbiamo essere sinceri nemmeno noi prima di qualche mese fa. Piossasco è un comune di circa 18.000 abitanti in provincia di Torino. No non siamo diventati una pagina turistica 🙂 Abbiamo iniziato così perché in questo paesino un po’ sperduto abbiamo scoperto l’esistenza di un piccolo ristorante autentico giapponese. Nemmeno a dirlo il nome è le Petit Restaurant Japonaise.

I proprietari sono Simone Oberto, un ragazzo italiano originario proprio del paese e Naomi Sonoda, una ragazza giapponese nonché cuoca del ristorante.

Parcheggiamo nella piazza principale e in pochi passi raggiungiamo il portone d’ingresso.


Alla fine delle scale incontriamo proprio Simone che con un grande sorriso ci accoglie e ci racconta qualche aneddoto sul ristorante e ci mostra la loro casa.


Si avete capito bene. Lo stabile in cui ci troviamo era dei suoi genitori dove al pian terreno avevano la macelleria di famiglia. Fino a pochi mesi fa il ristorante era composto da un’unica sala bianca con un cerchio rosso su una parete per ricordare la bandiera e la particolarità che lo contraddistingueva da tutti i ristoranti più conosciuti è che aveva un solo tavolo.


Dopo il successo e tanta esperienza Simone e Naomi aprono il nuovo “Le petit restaurant Japonaise” e l’associazione culturale Giapponese “Inro e Netsuke”.

Varchiamo la soglia del nuovo ristorante, piccolo, accogliente, famigliare, silenzioso, con mura dipinte color carta da zucchero e cinque tavoli in tutto.


Quattro piccoli angoli di Giappone sui lati e uno al centro per ricordare l’unico tavolo che c’era in passato.



C’è tanta attenzione ai particolari: dai lati partono delle pareti scorrevoli di legno e carta che ricordano molto le Shoji giapponesi.

Appena seduti al centro guardiamo con estrema meraviglia la tavola apparecchiata.


Sulla tovaglietta sono disposti i bicchieri per acqua e birra giapponese, un bicchiere per sake, Hashi poggiate su un tappo di sughero, piattino per la Salsa di soia e una ciotola.


Fantastica l’attenzione alle stoviglie, una diversa dall’altra in pieno stile giapponese. Dispiace quasi modificare la loro disposizione.

Sul tavolo troviamo il menù.


Prima di arrivare ai piatti ci piace leggere le pagine iniziali per scoprire la storia del ristorante e vi confessiamo che perdere due minuti merita più del solito.


Si può scegliere tra due menù e con Simone optiamo per “Il Menù di Miyazaki”, un percorso composto da dieci portate, qualcuna in più rispetto a “il Menù di Aoshima”.
Prima di iniziare il nostro percorso ordiniamo un po’ di Sake “Kubota” per accompagnare al meglio i piatti che mangeremo.


Simone lo versa all’interno degli Ochoco con il Tokkuri, un modo tutto nuovo che mai avevamo visto prima d’ora.


Pensate che proprio questa ceramica faceva parte della lista nozze di Simone e Naomi.

Partiamo con sgranocchiare i classici Edamame come pre antipasto.


Il primo antipasto sono degli Spinaci bolliti guarniti con Gomae, un condimento a base di salsa di Soia, Sesamo e Zucchero.


Il sapore è molto delicato e il condimento è ben bilanciato senza sovrapporsi troppo al gusto degli spinaci.

Il prossimo step del nostro percorso si chiama “Sushi”. Simone ci spiega la composizione:

Nigiri di Salmone scottato con fior di sale;

Nigiri di Tonno marinato;

Hosomaki frittata;

Hosomaki tonno cotto.


Come vi sarete accorti non sono stati utilizzati Pesci particolari ma c’è una particolare attenzione all’utilizzo di spezie o di marinature per valorizzare il gusto semplice delle materie prime. Questa è scelta è stata fatta per un motivo ben preciso. Ormai il sushi come ben si sa è una moda e nel loro ristorante Naomi e Simone hanno deciso di proporne solo una piccola parte in modo semplice per affiancarla al resto dei piatti della cucina casalinga giapponese.
Appena terminato ci viene portata una fantastica Zuppa di Miso fatta in casa, composta da brodo dashi, alga wakame e Miso.


A metà del nostro viaggio ci viene portato al tavolo una bellissima ceramica rossa e grigia. All’interno abbiamo i Gyoza, ravioli giapponesi fatti in casa, ripieni di manzo e da intingere alla Salsa Ponzu (Soia e Yuzu).


Sono davvero fantastici! La pasta è delicata, sottile, morbida. Il ripieno non può che essere ottimo se alle spalle hai una generazione di macellai. Si sciolgono in bocca. Rimaniamo piacevolmente sorpresi, avremmo fatto anche il tris.
Alla sesta tappa siamo ad uno dei piatti simbolo della città di Osaka: l’Okonomiyaki.


Viene chiamata anche la “Pizza di Osaka” ed è una specie di Frittata a base di Farina, Verza e Uova, preparata sulla piastra, nella quale possono essere aggiunti Verza, Frutti di Mare, Verdure e viene guarnita con Salsa Okonomyaki, Maionese Giapponese. Non tutte sono uguali, per esempio quella assaggiata qui è ripiena solo di verza e un po’ di mais per non renderla troppo pesante. Il gusto è davvero molto buono. Non nascondiamo che è uno dei nostri piatti preferiti!

Il prossimo è il Chicken Nanban, un piatto tipico di Miyazaki molto particolare che non tutti i ristoranti giapponesi propongono.

Si tratta di una Cotoletta di cosce di pollo disossate, impanate nella farina bianca e uova e cotte in padella con un filo d’olio. Dopodiché vengono intinte in salsa di soia e zucchero. La salsa che accompagna e’ fatta di uova sode tritate, maionese e cetrioli grattugiati. Non aspettatevi la classica cotoletta impanata perche siamo su altri mondi. La carne ha una sottilissima patina fritta che non la rende affatto pesante. Il gusto è veramente delicato e la carne è morbidissima.
Per separare i piatti più sostanziosi viene servito un intermezzo vegetariano: Cetrioli conditi con Miso e Sesamo.


L’ultimo piatto salato è ancora a base di carne. In una nuova e meravigliosa ceramica si presenta un Hamburger di Capocollo di Maiale battuto al coltello e impastato con cipolla tritata, fecola di patate, uova, pan grattugiato giapponese, sale e pepe.


La carne è gustosa, impreziosita dal sapore aspro della Salsa Ponzu e dalla delicatezza del Daikon oroshi (daikon grattugiato). Il connubio tra la salsa e la rapa ricorda molto l’accompagnamento alla Tempura.

Concludiamo il nostro percorso con il Mochi Ice, un tortino di Riso glutinoso tanto caro alla tradizione giapponese ripieno non dai classici fagioli rossi ma da un rinfrescante gelato al Sesamo Nero ideale nelle stagioni più calde.


Il nostro splendido viaggio si è concluso.
L’arredamento, le ceramiche, l’accoglienza, il cibo, l’atmosfera e la storia meravigliosa di Simone e Naomi sono gli ingredienti fondamentali per una cena intima e coinvolgente, in una parola: unica.

 

LE PETIT RESTAURANT JAPONAIS , Via Palestro 27 , Piossasco (TO)

Parcheggio consigliato:  Nella piazza principale

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