La recensione di EN JAPANESE KITCHEN & SAKE BAR (Amsterdam) / JAPADVISOR

Siamo ad Amsterdam e per cena stiamo raggiungendo En Japanese Kitchen & Sake Bar, uno dei migliori ristoranti autentici giapponesi della città, situato nel quartiere De Pijp.Dato che il nostro hotel si trova a pochi chilometri decidiamo di farci una passeggiata a piedi tra viette e canali.

Dopo pochi minuti giungiamo davanti al ristorante, all’angolo tra due strade.




Entriamo e veniamo accolti dal responsabile di sala, che ci accompagna al sushi bar, davanti allo chef.

Il locale è intimo, elegante: luci soffuse, superfici lucide e musica d’atmosfeta. Subito davanti all’entrata il bancone e dislocate in tutto il resto del locale le sedute.
Ci guardiamo intorno e ci accorgiamo che la maggior parte dei commensali è giapponese.

Davanti a noi che lavora con maestria c’è Ken Osawa, sushi master che, prima di aprire EN con Ryuji Ikemizu, lavorava proprio con lui da Yamazato Restaurant, uno dei migliori ristoranti giapponesi europei, nonché una stella Michelin.


Ci viene consegnato il menù standard e un foglio con elencati i sushi/Sashimi a la carte. I piatti sono molto interessanti e la scelta tra i filetti di pesce è vastissima.

Nel menù inoltre è sottolineato il fatto che il ristorante, come la tradizione culinaria giapponese insegna, tiene molto alla stagionalità delle sue materie prime, quindi non tutti i piatti sono disponibili.

Per prima cosa ordiniamo un the verde caldo come da prassi e assaggiamo un bicchiere di Sake Hyosho diamond Dust.


Nel mentre ci viene offerta una piccola entree di benvenuto.


Iniziamo la cena con Chef’s Aburi Sushi, cinque pezzi fiammati dello Chef. Prima dell’inizio della composzione di questo piatto Osawa San ci chiede se abbiamo preferenze riguardo i filetti di pesce. Confidando nella sua esperienza decidiamo di affidarci a lui.

Rimaniamo estasiati dalla cura utilizzata dallo chef per la preparazione. Il piatto che utilizza è scuro, per far risaltare ancora di più l’esplosione di colori degli ingredienti. Non appena terminata la preparazione manuale, lo chef utilizza la fiamma per scottare leggermente i filetti.



Davanti a noi abbiamo quattro Nigiri ed un Gunkan, petali e rape a forma di fiore e una spuma. Il consiglio è quello di non usare la salsa di soia.

Ika, il Calamaro, pennellato con la Salsa di soia, consistente e morbido allo stesso tempo;


Toro, la Ventresca, mangiata per la prima volta scottata. Anche con questa preparazione si scioglie in bocca. Fantastica;


Saba (Mackrel), lo Sgombro. Carne saporita abbinata perfettamente ad una goccia di salsa di Miso;


Kani, la polpa di Granchio, anch’essa mai assaggiata prima d’ora. morbidissima e gustosa.


Il Gunkan Salmone, con uova marinate nella salsa di Soia.


Affianchiamo questa degustazione con una Zuppa di Miso.


Il secondo piatto ordinato è un’altra composizione che appaga gli occhi per i suoi colori, composta da Nigiri scelti al pezzo dal menu del sushi bar e da una porzione di uramaki.



Nigiri di Ventresca di Tonno, caratterizzata dal suo colore rosa con lievi striature e dalla sua morbidezza inconfondibile;

Il Nigiri di Ricciola;

Il Nigiri Tamago, la classica frittata giapponese, dolce, legata al riso da un nastro di alga Nori.


Poi è il momento di un’ottimo Uramaki con Tempura di Gambero, Cetriolo e Uova di pesce.

Osawa San ci fa addirittura assaggiare,senza che lo ordinassimo,un Gunkan di pesce banco e Caviale.

Non siamo ancora sazi di sushi quindi, galvanizzati dai piatti appena assaggiati poco fa, assaggiamo altri due tipi di Nigiri. Il primo è Engawa, muscolo della pinna di Rombo, servito con caviale e affiancata con due fettine di Tamago (frittata giapponese) abbinata al tartufo.


La consistenza di questo filetto è molto particolare, difficile da paragonare con un altro pesce. Quasi croccante. Gli abbinamenti tra pesce e caviale e tra frittata e tartufo sono eccellenti.
Il secondo è il Nigiri Aburi Eel, pugno di riso con Anguilla fiammata, laccata con salsa di Soia: molto gustosa.


Ricordiamo che in Giappone l’Anguilla è piatto molto prelibato.

Terminati i piatti di sushi passiamo alla Tempura di Granchio e verdure (Soft shell crab Tempura).


Viene servito intero, avvolto da una frittura leggera e croccante.
Nel menu sono segnati i piatti consigliati dallo chef. Uno di questi si trova nelle portate principali ed è il Gan En Toro. Si tratta di un filetto di Ventresca di Tonno alla griglia, servita su un piatto di Sale dell’Himalaya.




La presentazione è meravigliosa. La ventresca viene servita tagliata sopra ad un fornelletto giapponese, la cui fiamma la mantiene calda e continua un po della sua cottura. Attorno la crosticina che la rende quasi croccante, all’interno invece è rosa, tiepida, spettacolare. Il pesce viene accompagnato da verdure e da qualche salsa: Soia e sesamo, Salsa allo yuzu, Yuzu piccante e Wasabi che abbinati la insaporiscono eccellentemente.

Sicuramente uno dei piatti migliori di questa sera.

L’ultima portata è la Torta al Cioccolato e The verde, presentata in modo raffinato, una vera composizione.


Sopra frutti di bosco e fragole. Il gusto è ben equilibrato. Il modo perfetto per concludere un percorso culinario di questo calibro.
La cena da En Japanese Kitchen & Sake Bar volge al termine e come crediamo vi siate accorti è stata un’ esperienza incredibile. Il servizio è stato attento, puntuale, cordiale, un connubio tra l’accoglienza giapponese e la gentilezza olandese. Le materie prime sono di altissima qualità e siamo rimasti incantati dalla maniacalità con cui i piatti sono stati preparati.
Seguite il nostro consiglio. Sedetevi al bancone e lasciatevi incantare dalla maestria di Osawa San.
Se siete di passaggio ad Amsterdam e amate la cucina giapponese autentica dovete assolutamente provare En Japanese Kitchen.

 

EN JAPANESE KITCHEN & SAKE BAR , Dusartstraat 53 h, 1072 HP Amsterdam, Paesi Bassi

Parcheggio Consigliato:  nei pressi del ristorante

Fascia di prezzo (considerata per 2 persone): più di 100 €

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